Perché la pubblicità a volte sa essere un'arte.
Spesso e volentieri però fa semplicemente schifo.

thisgirl-jess:

BMW ad against drinking and driving.

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BMW ad against drinking and driving.

(via superdia)

Fonte: thisgirl-jess

it8bit:

Time To Drive A Real Car
Created by Eduardo Argoud

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Time To Drive A Real Car

Created by Eduardo Argoud

(via scarligamerluss)

Fonte: it8bit

In occasione delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 la Nike (allora chiamata Blue Ribbon Sports) decise di lanciare un modello chiamato “Atzec”.
Lo stesso anno però l’Adidas, che deteneva i diritti per le Olimpiadi, aveva già lanciato un’altro modello di scarpa denominato “Azteca”. I dirigenti Nike si videro quindi costretti a cambiare nome alle loro scarpa.
Bill Bowerman, uno dei fondatori di Nike, ad un certo punto ebbe un’idea:


Who’s that Spaniard that kicked the shit out of the Aztecs?


Ed ecco come nacquero le mitiche Nike Cortez.

In occasione delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 la Nike (allora chiamata Blue Ribbon Sports) decise di lanciare un modello chiamato “Atzec”.

Lo stesso anno però l’Adidas, che deteneva i diritti per le Olimpiadi, aveva già lanciato un’altro modello di scarpa denominato “Azteca”. I dirigenti Nike si videro quindi costretti a cambiare nome alle loro scarpa.

Bill Bowerman, uno dei fondatori di Nike, ad un certo punto ebbe un’idea:

Who’s that Spaniard that kicked the shit out of the Aztecs?

Ed ecco come nacquero le mitiche Nike Cortez.

Un autentico piccolo capolavoro di Nike, l’ennesimo direi.

La big idea è semplice ma la realizzazione straordinaria: sfruttare il genere cinematografico del poliziesco italiano anni ‘70 per realizzare uno spot - anzi, un cortometraggio direi - fuori dagli schemi. 

Genialità, irriverenza, senso dell’humor e tanta maestria. Just do it.

Lo spot originale era già splendido, geniale (come spesso quelli di Volkswagen). Mancava però un tocco bluegrass secondo me, quindi ho deciso di rivisitarlo un po’.

Godetevelo ;) 

Una delle campagne pubblicitarie (e di marketing) più assurde che abbia mai visto. Sto parlando della serie di spot FIAT con protagonisti Luca e Paolo.

Si, certo… tanta simpatia, tante battute (molte delle quali per nulla divertenti) ma il problema sta a monte. Se la reason why (cioè la risposta razionale alla domanda “Per quale fottuto motivo dovrei comprare le vostre dannate macchine?”) è incentrata SOLO ed ESCLUSIVAMENTE sul fatto che FIAT concede grossi sconti in occasione dell’estate e che Luca e Paolo sono tanto simpatici… significa che c’è qualcosa che non va.

Qua le cose sono due: o i clienti FIAT se ne fregano della qualità, del design, dei consumi e della dotazione delle auto e guardano solo il prezzo oppure in FIAT hanno fatto male i calcoli. Anche perché in tema di prezzi bassi ci sono altre case automobilistiche che garantiscono prezzi inferiori rispetto a FIAT, quindi la loro scelta risulta ancora più assurda.

Lezione n°2: il prezzo di un’auto è importante, ma la gente non spende 10mila euro solo perché c’è un bello sconto in ballo. Bisogna fornire altre motivazioni al consumatore affinché venga spinto all’acquisto.

Non potevo dare il via a questo tumblr con una pubblicità qualsiasi, quindi ho scelto il mitico spot Saratoga per il celeberrimo (???) antiruggine “Fernovus” (anche se tutti ricordano solo la frase di chiusura “BRAVA GIOVANNA. BRAVA.”).

Inutile dire che chi ha pensato questo commercial ha senza dubbio una consistente conoscenza del cinema porno (o almeno questo è ciò che alcuni amici di amici sostengono). L’idea di fondo però è pura genialità e merita tutto il rispetto possibile.

Come si può promuovere una schifosissima vernice antiruggine verdastra e puzzolente in televisione? Ecco l’idea geniale: spostando l’attenzione su qualcos’altro! Tenendo conto che il target di riferimento di Saratoga è assolutamente maschile, quale scelta migliore del mostrare qualche bella ragazza ammiccante e condire il tutto con esplicite allusioni al cinema hard? Certo, nello spot si parla anche delle caratteristiche tecniche della vernice… ma guardiamo in faccia alla realtà: l’unica cosa che il telespettatore si ricorda è la chiusura geniale “Brava Giovanna… Brava”, il vero asso nella manica dei copywriter.

Lezione n°1: se stai pubblicizzando un prodotto professionale e noioso in un canale televisivo generalista… vai sul sicuro e punta sulla gnocca. Nessuno si ricorderà il prodotto, ma la visibilità mediatica del brand sarà assicurata!